Il conforto della serata – La Poderosa di Andi Fausto

L’Autunno ha bussato alle porte ed ha portato con se il giusto equilibrio tra la pioggia e la malinconia, quella malinconia che noi winelover sappiamo contrastare con il giusto bicchiere di vino.

Ecco che arriva la stagione fredda e, come per incanto, i nostri gusti ed interessi enoici cambiano improvvisamente: da ostriche e Champagne ad ogni genere di grassezza ed untuosità abbinate ai grandi rossi.

Per quanto mi riguarda, sono anch’io al cambio stagione e l’altra sera mi sono trovato ad un bivio; scendo in cantina per prendere una bottiglia e sono nel dubbio più amletico: “Bianco o Nonbianco? Una bolla? Nah…” Avevo bisogno di qualcosa che stimolasse la mia curiosità, risvegliandomi dal torpore. Bene, come spesso accade, è stato il vino a venire in mio soccorso.

Etichetta eccentrica e della cera a colmare il divario tra tappo e vertice della bottiglia: eccola lì che si mette in mostra. Una barbera di Andi Fausto, dell’omonima azienda agricola biodinamica dell’Oltrepò Pavese. Questa varietà a bacca rossa è stata vinificata in bianco ed affinata in botti di rovere scolme; difatti il vino che ne deriva ha subìto uno stato ossidativo dal tempo passato a contatto con l’ossigeno, il che ha donato sottili sfumature organolettiche ed un colore così carico da sembrare un orange wine. Un vino non ripetibile secondo Fausto, ottenuto a causa(o grazie) del clima del 2014 in cui le uve non hanno raggiunto la maturazione idonea per essere vinificate nel tradizionale metodo in rosso e sono state quindi vinificate ed affinate in questa curiosa maniera. Volevo essere incuriosito, giusto?

Lo proviamo: bisogna andare oltre al primo impatto e superare così la leggera nota ossidativa e l’alta acidità volatile che possono creare diffidenza in un degustatore poco esperto. Bisogna andare oltre e darsi tempo, perché è un vino che lo richiede. Io l’ho servito a temperatura di cantina, ovvero 15 gradi, e posso assicurarvi che è la corretta temperatura per esprimerne il potenziale, perché, bevuto più freddo, se ne può sì attenuare l’acidità migliorandone la beva, ma si rischia di ridurre i profumi e la reale struttura.

Percepisco anice, arancia candita, mineralità, frutta secca, felce e corteccia. Riportandolo al naso si scorgono diverse note olfattive, come fossero molte sfumature in cerca di una più accurata precisione; sicuramente un vino ricco, ma privo di una chiara definizione…  ad oggi forse un po’ tra le nuvole. Al palato parla barbera, una spiccata acidità capace di sciacquare e portare ad una piacevole salivazione, assieme ad un fine tannino percepibile chiaramente sulla lingua e ad une sensazione cremosa.

Un vino certamente unico che porta con se fascino ed il desiderio di essere continuamente ruotato ed assaggiato in cerca delle caratteristiche che lo compongono. Abbinabile a molti piatti, dai formaggi freschi e saporiti, ai molluschi o alle carni bianche, è un vino che mostra carattere e sicuramente personalità. Dimostra la personalità del produttore più che altro, capace di ribaltare un’annata sfavorevole in qualcosa di più che un esperimento o una prova, aprendo una strada inesplorata per la barbera e l’Oltrepò.

A voi poi decidere se questa strada fa per voi o no…

Vino: Poderosa – Vitigno barbera – Vinificazione in bianco – Annata 2014 – 13% alc.

Az. Agricola Andi fausto – Montù Beccaria(PV) – Azienda Biodinamica