Conservazione e cantina – Come meglio tutelare le nostre bottiglie a casa

Qual è l’unico modo che un WineLover ha per farsi trovare sempre pronto, nel caso l’attimo richieda una bottiglia di vino particolare, se non quello di avere una personale libreria di vini in cantina da poter consultare ogni volta il momento lo richieda? Con la parola libreria si intende una collezione di vini, a riposo sullo scaffale, nell’attesa che, un giorno o l’altro, arrivi l’attimo di gloria, quello della stappatura. Decine, centinaia, migliaia di bottiglie che attendono il loro momento…

Certo, non tutti abbiamo lo stesso grado di pazienza e, spesso, i progetti di future bevute si azzerano ben prima di quanto avremmo mai sperato. E’ proprio per questo che, per chi di noi sa attendere, è importante sapere come è necessario conservare il proprio tesoro, evitando di rovinarlo a causa della bassa attenzione o di luoghi non adatti alla conservazione. Mi hanno insegnato che ci vuole la giusta temperatura, luce e umidità; che le bottiglie vanno coricate e che non ci devono essere nelle vicinanze fonti di alterazione come vernici, solventi e, dulcis in fundo, insaccati.  Sarà poi tutto vero?

Bisogna innanzitutto ricordarsi che il vino è un essere vivo, che determinate condizioni ambientali possono accrescerne l’espressione o farlo miseramente decadere, quindi quello della conservazione delle bottiglie è un argomento estremamente importante.

Il primo parametro di cui parliamo è la luce, quello forse più ovvio; sappiamo tutti che la luce è deleteria per il vino, che andrebbe conservato al riparo dai raggi luminosi (a meno che non abbiate deciso di fare l’aceto). La luce ne indebolisce la struttura e ne diminuisce la carica polifenolica, corrompendolo per sempre.

La temperatura è un altro parametro fondamentale per salvaguardare le vostre bottiglie. Ma quale deve essere la temperatura corretta durante l’anno? A meno che voi non disponiate di una cantina scavata 10 metri sotto la roccia e a chiusura stagna, non sarà mai possibile mantenere la stessa temperatura interna durante le varie stagioni, se non grazie ad un climatizzatore. Una variazione di temperatura durante le stagioni, tra i 12 e i 18, massimo 20, comporta invece un moto armonico durante l’evoluzione del vino, proprio come avviene in vigna e successivamente per le fermentazioni. Una cantina troppo fredda ( 8 – 10 gradi) può rallentare l’evoluzione  aromatica, mantenendo nel vino un’anima dura e più complicata da estrarre; una temperatura ancora inferiore, può portare ad un decadimento strutturale, che sottrae al vino sostanze  che vanno irrimediabilmente perdute. Fate quindi molto attenzione a questo passo.

E’ importante mantenere un grado di umidità variabile tra il 50 e il 70%, senza però dimenticare che anche la ventilazione gioca un ruolo essenziale e a cui pochi pensano. Con un costante ed alto livello di umidità si corrono principalmente due rischi: il tappo che “suda” e l’etichetta che si rovina. Il tappo che suda arriva irrimediabilmente se l’umidità è elevata e se il luogo di conservazione vive sbalzi termici tra il giorno e la notte; questo porta il tappo a rovinarsi e quindi, a perdere la sua capacità protettiva.

Il vino deve essere tenuto lontano da fonti inquinanti come solventi, vernici,benzine e derivati, perché, attraverso il tappo, il vino respira e questi agenti chimici lo farebbero ammalare. Per quanto riguarda gli insaccati, invece, non ho tutte queste paure, ovvero non credo che due salami appesi possano arrecare veri e propri danni. Vale sempre e comunque il fatto che una giusta ventilazione riduce notevolmente questi rischi. Personalmente mi è capitato di avere qualche insaccato in cantina, ma non ho mai sentito l’odore di salame dentro un bicchiere pieno di vino. Poi, c’è chi evita questa convivenza come la peste.

Le vibrazioni, invece, sono uno dei problemi che spesso passano in sordina, ma, nel caso voi abitiate in città e magari in prossimità di metropolitane o stazioni, allora dimenticatevi di poter collezionare vini per anni. E’ necessario proteggere le bottiglie da stress e continue sollecitazioni.

Bottiglia coricata o in piedi? Bella discordia questa… sappiamo che, coricata, la bottiglia gode di una migliore condizione di invecchiamento, magari con la punta un pochino sollevata, magari. Resta il fatto che ho bevuto bottiglie perfette che sono rimaste in piedi per anni ed altre coricate che ho dovuto vuotare nel lavandino a causa della qualità del sughero impiegata. Resta il fatto che si riposa meglio da coricati…

Questi sono i pochi semplici consigli che vi possono servire per agevolare la longevità dei vostri vini. Nessuno di noi ama acquistare bottiglie per poi rovinarle irrimediabilmente, perciò attenzione signore e signori… e buone future bevute…