La Calabria che non conosci – Poderi Marini

Quanto è difficile trovare un sorso di buon vino calabrese? Troppo, soprattutto per chi, come me, nel nord Italia, ha più facilmente accesso ai vini di Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto ecc…, ma come può sempre capitare la sorpresa è dietro l’angolo.

Sono venuto a conoscenza dell’esistenza dell’ Azienda Agricola Poderi Marini a Milano circa due anni fa grazie alla degustazione di alcuni dei loro vini nell’enoteca “Chiù”, con cui ancora oggi collaboro. Ho poi incontrato la Signora Marini Maria Paola, titolare insieme al fratello Salvatore dell’azienda, all’evento di GoWine dove assieme abbiamo rinnovato gli assaggi della nuova annata, chiarendo i miei pensieri su questa cantina. I rossi, Basileus, Elaphè e Koronè, mi avevano da subito conquistato per l’energia e la finezza che erano capaci di presentare, ed ora in cantina ne tengo qualche bottiglia sperando di dimenticarle e ritrovarle casualmente tra qualche anno. Non succederà…

Il Basileus 2010  è ricco, complesso e di grande equilibrio. Questo è il vino che per primo mi ha conquistato, prodotto da uve Magliocco, ovvero un vitigno autoctono calabrese non semplice da lavorare, capace di dare vita a vini pieni e strutturati, assorbendo le caratteristiche territoriali del luogo di produzione. La piccola frutta scura e le sfumature di cuoio e pepe sono schiette, mostrando pulizia ed una persistente intensità. All’ingresso in bocca si capisce subito di bere un vino ricercato, strutturato ed al contempo elegante; trama tannica matura, sapidità e alcol cooperano, donando al vino grande equilibrio, rotondità ed un’affascinante beva. Viene vinificato in acciaio, portato a maturazione nelle barrique di rovere per circa 12 mesi e lasciato evolvere in bottiglia fino a quando non viene valutato maturo per la vendita.

Il Magliocco finisce in blend con l’Aglianico(30%) per mostrarci di quale eleganza quei due vitigni siano capaci. L’Elaphe possiede finezza e definizione, con profumi erbacei, di frutta scura e note speziate. Possiede caratteristiche che lo rendono semplice e ricercato, mantenendo continuo l’interesse nella beva. Io ho bevuto le annate 2009 e 2010, entrambe di mio gradimento.

L’ultimo rosso è il Koronè, in blend da Maglicco, Cabernet Sauvignon ed una piccola parte di Merlot e Sangiovese; questo sarebbe il vino di ingresso della cantina, ma anche lui ha una sua definibile personalità: forse non della stessa eleganza dei precedenti, ma anche qui c’è intensità e schiettezza, ricco di piccola frutta matura e speziatura, con grande presenza al palato. Meno fine dei precedenti, ha ancora un carattere ruvido e caldo, ma senza che queste caratteristiche vadano a stancarne la beva.

Durante gli assaggi prometto a Maria Paola che sarei andata a trovarla durante questo mio viaggio enoico, ed eccomi qua, un anno dopo a San Demetrio Corone in provincia di Cosenza, alla scoperta della realtà che si cela dietro i vini dei Poderi Marini.

Mi trovo a 150 mt di quota, dove sorge l’azienda agricola della famiglia di Maria Paola e Salvatore, con oltre 3 secoli di attività, una delle più lunghe eredità agricole ancora oggi in attività grazie al susseguirsi di una forte volontà famigliare. Ad oggi, sono circa 300 gli ettari di terreno di proprietà, in cui uva, agrumi e principalmente le olive sono i protagonisti, mantenendo gran parte della superficie incolta o a bosco. Pensate che la parte vitata corrisponde a 7 ettari divisi tra uve bianche e rosse, dove le bianche sono coltivate nella parte bassa della zona, mentre le rosse se ne stanno a 550 mt di quote per godere di temperature più miti condizionate dal microclima dell’Altopiano della Sila. Ci troviamo difatti al confine nord dell’Altopiano dove la forza del vento viene incanalata in questi luoghi, soffiando alternamente dalla costa jonica e da quella tirrena, influenzando le condizioni ambientali ed includendo il carattere marino nelle coltivazioni.

Con l’inizio del nuovo millennio si è deciso di implementare la produzione agricola aggiungendo la vite, recuperando in parte vecchi vigneti ed aggiungendo nuovi impianti, oltre alle varietà rosse già sopra citate, si aggiungono i bianchi Chardonnay, Sauvignon e Malvasia, quest’ultima una delle bacche bianche più coltivate in Calabria. Per quanto riguarda le varietà rosse, Maria Paola esprime un suo chiaro concetto, per lei qui si producono vini di grande energia e complessità, per cui è necessario attendere il giusto grado di maturazione del vino in bottiglia prima di commerciarlo, lasciando tempo al vino di levigare queste sue robuste caratteristiche. Dalle prime bottiglie uscite, l’azienda è riuscita ad emergere grazie alla qualità dei vini che produce, venendo riconosciuta da guide nazionali ed internazionali come una realtà da tenere d’occhio. Sono d’accordo e non solo, trovo che per ogni winelover sia importante conoscere come le varietà autoctone interagiscono con il territorio d’origine e, senza dubbio, i vini di questa cantina sono una chiara espressione del potenziale connubio di uva-territorio. Soprattutto per quanto riguarda il meraviglioso Magliocco!

Oggi, seduto nell’ospitale sala di degustazione creata ad hoc all’interno della azienda, assaggio assieme a Maria Paola i vini che finora non avevo ancora avuto modo di provare.

La grande sorpresa è stata il passito Colli Marini, vino nato più che altro dal caso e dalla voglia di sperimentare. Infatti le uve utilizzate il primo anno di produzione erano state tralasciate durante i giorni di vendemmia, così, pochi giorni dopo, quelle uve sono state raccolte e lasciate appassire per circa 30 – 45 giorni, per poi venire vinificate e divenire un vino da bere in famiglia o portare agli amici. Da quelle poche decine di bottiglie, oggi sono diventate più di mille e la crescita è continua.

Composto da uve Chardonnay, Sauvignon Blanc e Malvasia(50 – 60%), da terreni principalmente di composizione argillosa, questo prodotto comprende l’uso della barrique per la sua maturazione. Ha subito intensità, presentando chiari profumi di zafferano, cannella, uva passa e mineralità. Nel tempo apre diverse sfumature, presentando complessità e finezza. Al palato non è mai stucchevole, restando interessante e di lunga persistenza fruttata, da abbinare tranquillamente ad inizio pasto con i formaggi, forse il miglior abbinamento possibile. Un grande passito, la sorpresa della giornata!

Il Koronè Bianco 2015 ha la stessa composizione d’uve del passito, con minor presenza della Malvasia . Di buona intensità, sembra più la Chardonnay ad uscire con le sue note vegetali e la spiccata mineralità. Si allarga in bocca, facendo persistere un piacevole sapidità sostenuta dalla bassa acidità. 12,5% di volume alcolico.

Il Koronè Rosato 2015 è riuscito a stupirmi, confermando il fatto che oggigiorno bisognerebbe promuovere maggiormente i vini rosati. Sangiovese 60% ed Aglianico 40%. Subito se ne comprende la personalità ed in particolare presenta note di erbe aromatiche e una netta sapidità. Al palato ha energia e persiste a lungo, ben bilanciato e di ottima rotondità, caratteristiche che lo portano ad essere un vino da pasto ed abbinabile a diversi tipi di piatti tra terra e mare. E più resta nel bicchiere scaldandosi, più lo preferisco.

Importante è parlare anche delle etichette, a mio parere splendide e di ispirazione locale, derivanti dai mosaici presenti all’interno del convento del paese di San Demetrio Corone. Immagini bellissime e di grande temperamento, sono etichette che stimolano l’interesse di chiunque le veda lì, appoggiate su un tavolo o su uno scaffale, da afferrare per la curiosità di chi vuole saperne di più. Vi invito a dare uno sguardo.

I vini qui prodotti sono la chiara espressione di carattere del luogo e delle persone che formano la realtà agricola dei Poderi Marini, “giovani produttori” con alle spalle una conoscenza tale del territorio e della tradizione agricola che, convogliando questi due valori nella nuova recente attività di vignaioli, sono riusciti ad emergere in pochi anni, divenendo una delle realtà calabre che preferisco e ricevendo diversi riconoscimenti dalla critica giornalistica. Un ottimo risultato che spero possa essere di spunto per tutto il territorio.