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L’abbinamento e le mode che tardano a svanire…

Come ben sappiamo, viviamo In un mondo in cui mode e tendenze sono passeggere come un temporale estivo, ma nonostante tutto, riescono sempre, nel bene o nel male, a far parlare di sé e di quelle ecclettiche persone artefici di un momento di notorietà. Così come in molti altri campi, anche il vino vive da tempo di tendenze dettate dal guru del momento o da professionisti del settore, capaci attraverso parole poco definibili di spostare l’attenzione su determinati vini e territori, dimenticandosi che spesso stanno realmente deviando le scelte dei degustatori di oggi e domani.

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Tu lo conosci il Buttafuoco Storico???

Oggi ho una visita speciale in agenda, un appuntamento voluto da tempo con il consorzio del Buttafuoco Storico, una piccola gemma di qualità nel vasto Oltrepò Pavese, una vera scoperta nella scoperta.
Per me il Buttafuoco ha un valore sentimentale, un vino robusto e generoso, sempre presente nella mia cantina anche per volontà dei miei ospiti che, quando vengono a trovarmi, restano sempre affascinati da quelle belle bottiglie, un po’ impolverate, che raccontano parte della storia vinicola oltrepadana.

Olè – Dirupi

Perché Olè? Perché è il nome del vino! Prodotto in Valtellina dall’azienda Dirupi, questa cantina è stata per me un buon esempio del territorio. Dico è stata, perché questa era l’ultima bottiglia che ancora avevo in cantina ed ora dovrò pensare a come rimpiazzarle…Ah! Che fatica. Ad ogni modo di questa azienda ho già bevuto parecchio, tra superiore, riserve e sforzato(consiglio lo Sbagliato), i prodotti non mancano.

Madonna Isabella – Ricerca in Oltrepò

Un vino, due parole, tre vitigni: rosso Oltrepò pavese

L’altra sera sono venuti a trovarmi degli amici di Casteggio per una piccola degustazioni di rossi alla cieca. Tra di loro c’era un produttore, Andrea Barbieri di Mairano, piccola frazione sulle prime colline dell’Oltrepò. Forse non lo ricordava neppure, ma un anno fà mi portò qualche bottiglia del suo rosso Oltrepò(oggi più conosciuto come DOC Casteggio), di cui ancora una bottiglia riposava in cantina. Ecco l’occasione giusta per berla.

Se lo sapesse mio nonno – Barbera Metodo Classico

Mi piaciono gli esperimenti: legni di castagno e quercia, vitigni che superano i confini, vitigni riportati in auge, tradizioni mescolate per dare nuova forma. Questo è il caso del Piemonte, il caso di una Barbera, vinificata rosè e resa un metodo classico. Ultimamente, vista la richiesta sempre crescente, anche il Piemonte si è rinnovata sul versante bolle e non sono poche le bottiglie già in commercio di nebbiolo spumate, anche con tagli di arneis, chardonnay, pinot e altro. Ad ogni modo, non conosco questa cantina, non l’avevo mai sentita prima. La bottiglia me la portata un rappresentante che proprio in quella zona lavora. Meglio così, nessun pregiudizio e nessuna aspettativa, se non la curiosità di scoprire

Le espressioni di un Sauvignon – Poderi Bertelli

E’ il caso di oggi, il sauvignon blanc con un taglio di uva semillon dei Poderi Bertelli in Piemonte.

Di loro sono molti i vini che ricordo, il barbera vielles vignes 2003 per primo, e che ricordo! Poi le annate più giovani, senza dimenticare i bianchi con il St. marsan. Mi scrivo di fissare una visita da loro, così tra le varie cose non me lo scordo. Devo assolutamente assaggiare le nuove annate e creare nuovi ricordi.

Ricordi di un Pigato – Terre Bianche

L’altro giorno sono rientrato in enoteca a Milano, per lavoro si intende, ma non ho dimenticato a casa la sete di vino. Così, in un’orario consono, ho aperto uno dei vini che ho tenuto per più anni a scaffale.

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L’inizio del viaggio

Questo viaggio ha inizio in un luogo: L’Oltrepo’ la mia terra. Odiata ed amata, ma pur sempre casa mia.

Parto alla scoperta del panorama vinicolo italiano domani, il traghetto per Genova salpa nel tardi pomeriggio per giungere a Palermo l’indomani. Da qui comincerà il primo atto del mio progetto: attraversare l’Italia per vedere finalmente, con i miei occhi, come nella nostra penisola si produce vino, come si coltiva la vite, conoscere climi, terreni, nuovi vini, ma soprattutto le persone.
In fondo, il miglior modo per esplorare questo territorio é sedersi a tavola.